Come eliminare la cellulite? Le 3 regole auree

Ti chiedi spesso come eliminare la cellulite?

Segui i consigli della Dottoressa Michela Zazzaron e scopri alcuni rimedi e trattamenti anticellulite

L’estate è arrivata e con lei la gran voglia di scoprire le gambe. La domanda che torna a tormentarci puntualmente è sempre la stessa: come eliminare la cellulite?
Ipotonia, flaccidume, ritenzione, pallore e quella maledetta cellulite ci portano a preferire i leggins anche sotto il sole.
Puntualmente ci arrovelliamo cercando di capire come combattere la cellulite ma i nostri tentativi sono spesso vani.

La bella notizia è che fortunatamente la Medicina Estetica può venirci in aiuto con delle risposte concrete, continua a leggere l’articolo per scoprire come eliminare la cellulite in modo efficace.

Negli anni di esperienza nella Medicina Estetica ho elaborato le tre regole auree per eliminare la cellulite conseguendo un risultato estetico tangibile:

1) Approccio globale

Capire come combattere la cellulite non è semplice, occorre infatti agire sui vari fattori che la determinano – ovvero alimentazione o sedentarietà – e intervenire con trattamenti corretti. Tra gli ultimi, il bravo medico estetico saprà consigliarvi a seconda del vostro tipo di cellulite un percorso specifico e mirato: ad esempio per ottimizzare il tono, per ridurre la ritenzione idrica, oppure ancora per minimizzare l’antiestetica “buccia d’arancia” e rimodellare i cuscinetti.

2) Corretto timing

Essendo la cellulite una patologia cronica, non è realistico pensare di risolverla in 4-5 sedute. Dunque, care amiche, prendetevi per tempo: almeno 2-3 mesi prima della spiaggia se desiderate godere dei primi risultati.

3) Costanza e consapevolezza

Se è vero che il percorso per migliorare e eliminare la cellulite (che tecnicamente è una sindrome cronica chiamata Pannicolopatia Edemato Fibro Sclerotica) prevede del tempo, è pur vero che non necessariamente occorrono decine di sedute (con relativo esborso di danaro) per apprezzare i miglioramenti.

Come ho già avuto modo di scrivere, sono contraria a dare protocolli terapeutici a lungo termine, in quanto, se ben selezionati, i primi 4-5 trattamenti potrebbero cambiare e migliorare il quadro clinico.  In questo modo il medico onesto è posto di fronte alla possibilità di stoppare la terapia di attacco e impostare il mantenimento o di cambiare tipologia di terapie in ragione della risposta del tessuto.

Da donna che lavora ho tempi molto ristretti da dedicare alla cura del corpo, ma non rinuncio alla seduta settimanale di carbossiterapia e mesoterapia, trattamenti curativi anche per la stasi linfatica e l’insufficienza venosa. Quando invece posso dedicare a me stessa un po’ di tempo in più, approfitto per sottopormi a Velashape e diatermia: tecnologie davver fantastiche, alleate delle donne!

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